I piatti tipici della cucina piemontese

di Claudia S.

Vitello tonnato, piatto tipico piemontese.

Il cibo è uno dei punti di forza del turismo.

Che si tratti di viaggi di tipo culturale o di ferie trascorse spaparanzati in spiaggia, di fughe per il weekend o settimane intere di vacanza, una cosa accomuna gli esseri umani con valigia al seguito: la ricerca dei posti migliori dove mangiare.

C’è chi ha una passione per i ristoranti stellati, chi apprezza le trattorie, le pizzerie o ancora un tipico agriturismo, e chi vuole provare di tutto, fast-food compresi.

Quali che siano i nostri gusti, una delle cose migliori da fare è affidarsi alla cucina locale.

Il pesto più buono della mia vita l’ho mangiato a Genova e a Sanremo; nessuna sorpresa, chiaro, e nessuno mi impedirebbe di ordinare trofie al pesto a Bologna, ma perché non approfittarne per gustare degli ottimi tortellini?

Anche questa è cultura. Scoprire gli usi e i costumi locali, tra un museo e un duomo gotico, e, nel caso del cibo, assaporarli.

Parliamo allora dei piatti tipici della cucina piemontese.

Il Piemonte è una regione ricca di storia, cultura e tanta, tantissima natura, e può essere visitata tutto l’anno. In inverno si può sciare e in estate ci si può rinfrescare nei suoi meravigliosi laghi.

Ami troppo il mare per trascorrere l’estate in Piemonte? Nessun problema, anzi, come dicevo il Piemonte è favoloso in ogni stagione. E poiché la primavera è in arrivo, una gitarella di qualche giorno si può programmare.

Oltre a Torino, città sabauda e prima capitale d’Italia, ma, prima ancora, importante città dell’Impero Romano, altre cittadine meritano una capatina. Cuneo, Asti, Alessandria e, sul Lago Maggiore, la splendida Verbania sono solo un esempio. Ci sono poi paesi più piccoli, in montagna o in collina, come nelle Langhe, con piccoli borghi storici e infinite distese di vitigni.

In Piemonte, infatti, c’è una grande produzione di vino. Barolo, barbera, grignolino e dolcetto sono tra i rossi più conosciuti, ma non dimentichiamo l’erbaluce di Caluso e il moscato, ottimi come spumante. C’è poi il brachetto d’Acqui, un rosso dolce, perfetto per accompagnare i dessert.

In Piemonte, il vino viene spesso usato per cuocere, così come il burro, particolarmente gustoso nei paesi montani. Tra gli alimenti tipici troviamo il riso (le risaie abbondano nel vercellese), la carne di vitello, i formaggi, i pesci di lago, la pasta, il tartufo (per chi può permetterselo), i funghi, le castagne, le nocciole e le verdure (come i famosi peperoni di Carmagnola).

Ma ecco cosa ordinare al ristorante per rispettare la tradizione piemontese.

Bagna Cauda.

La Bagna Cauda è una salsa piemontese a base di aglio, olio e acciughe. Va da sé che il suo gusto deciso può non incontrare il gusto dei palati più delicati. La Bagna Cauda viene servita all’interno di appositi recipienti tenuti caldi da un fornelletto a spirito. In una ciotola a parte, ci sono le verdure crude tagliate a tocchetti da bagnarci dentro.

Risotto al Barolo.

Questo piatto fa capire in pieno l’ottimo uso che i piemontesi fanno del vino per cuocere. Il Barolo è un vino dal gusto forte e deciso che rende il risotto saporito e raffinato allo stesso tempo.

Agnolotti.

Gli agnolotti ripieni di carne sono un altro piatto tipico del Piemonte. Ne esistono più varianti, che si differenziano per il numero e il tipo di carni usate e per la presenza o meno di salumi o di verdure nel ripieno. Tra i più famosi (e amati dai piemontesi) ci sono gli agnolotti del plin, raviolini rettangolari ripieni di arrosto di vitello.

Tajarin.

I tajarin sono dei tagliolini freschi che devono il loro colore giallo intenso all’uso di tante uova nell’impasto. E con tante intendo proprio tante: mentre per la pasta preparata in casa la proporzione è (quasi sempre, ma cambia da ricetta a ricetta) di un uovo ogni 100 grammi di farina, per i tajarin si usano almeno due uova ogni 100 grammi di farina. Va aggiunto, inoltre, un pizzico di farina di mais.

Vitello Tonnato.

Questa tipica ricetta piemontese si prepara con il girello di Fassone (il tipico bovino piemontese), marinato nel vino bianco con gli aromi e poi cotto nello stesso liquido di marinatura. Una volta cotta, la carne viene tagliata a fettine sottili e ricoperta dalla sua famosa salsa a base di tonno, acciughe e capperi. Al contrario dei piatti precedenti, il vitello tonnato si mangia in tutta Italia, ma va assolutamente assaggiato in Piemonte, preferibilmente in un agriturismo.

Brasato al Barolo.

Ancora lui, il Barolo! Ma, credimi, merita.

Il brasato al Barolo è uno stufato di vitello lasciato marinare a lungo nel vino, cotto nel liquido di marinatura e servito con la salsa densa che se ne ricava. Un gusto deciso, da leccarsi i baffi!

Ed ecco a voi il dessert!

Bonet.

Il bonet è un dolce al cucchiaio a base di cacao, zucchero, uova, rum e amaretti. Tipico delle Langhe.

Baci di dama.

I baci di dama sono dolcetti formati da due cupolette di pasta frolla con in mezzo una farcia al cioccolato. Al tipico impasto per la pasta frolla, si aggiungono mandorle polverizzate e ricoperte di zucchero. I baci di dama si trovano anche con pastafrolla al cacao.

Paste di Meliga.

A base di farina di frumento e di mais, questi biscotti tipici della provincia di Cuneo sono un piccolo capolavoro della pasticceria secca. Come per ogni ricetta, esistono delle varianti, tra cui quella che vede metà biscotto ricoperto di ottimo cioccolato. Da provare tutti quanti. Sul serio: più varianti trovi, più assaggiane (la stessa cosa vale per i baci di dama!)

Torta Gianduja

A base di cioccolato gianduja, crema pasticcera e deliziose nocciole del Piemonte, questa torta è facile da preparare anche a casa. Semplice ma ottima.

Panna cotta.

Questo dolce al cucchiaio, che ricorda un semplice budino, può essere servito ricoperto di caramello, frutti di bosco o cioccolato.

Gianduiotti

Il gianduiotto è il famoso cioccolatino a forma di trapezio a base di cacao e nocciole, connubio tipico del Piemonte. Una vera e propria istituzione per i piemontesi.

Bicerin.

Per restare in tema di dolci, il bicerin è una bevanda calda a base di caffè e cioccolato fondente. Essendo analcolico, potrai assaggiarlo anche nel caso avessi già gustato, durante il pasto, uno dei vini tipici del Piemonte.

Concludendo, qualche piatto lo amerai, qualcuno ti sarà indifferente, altri li detesterai (si può dire detesterai di un cibo? Meglio non offendere nessuno e dire che qualche ricetta non incontrerà i tuoi gusti 😉​).

Una cosa è certa: per scoprirlo, è necessario assaggiare. Buon appetito!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.