di Claudia S.

Il pinguino è uno tra gli animali più simpatici del pianeta. Chi di noi non si è lasciato sfuggire almeno un sorriso di fronte alla camminata buffa di questo uccello incapace di volare?
Esistono 18 specie di pinguino al mondo, la più famosa delle quali è, senza dubbio, quella del pinguino imperatore.
Il più grande tra tutti i pinguini può raggiungere i 115 centimetri di altezza e pesare oltre i 30 chili.
Vive al Polo Sud, dove resta tutto l’anno, al contrario di altri animali che migrano con l’arrivo dell’inverno.
Come vediamo spesso nei documentari, i pinguini imperatore combattono il freddo dell’Antartide disponendosi in cerchio per formare ammassamenti di centinaia di esemplari, in modo da limitare la dispersione del calore del loro corpo. I componenti del cerchio si alternano all’interno del cerchio in modo da godere a turno della parte più riscaldata della colonia.
Il gelido inverno antartico è anche la stagione in cui questi meravigliosi animali depongono le uova.

Quando, dopo un corteggiamento che dura per settimane, la femmina depone il suo uovo, il maschio prende la palla al balzo – o dovrei dire l’uovo al balzo – e diventa il custode del futuro nascituro.
La femmina, infatti, parte per il mare per fare rifornimento di cibo, camminando sul ghiaccio per decine di chilometri.
Il futuro papà, nel frattempo, tiene l’uovo tra le zampe senza farlo mai cadere, per evitare che si ghiacci al contatto con il terreno. Il tutto mentre si muove per evitare di gelare egli stesso; insomma, un vero equilibrista!
La mamma torna dopo circa due mesi, appena l’uovo si è schiuso, giusto in tempo per nutrire il piccolo, rigurgitando il pesce appena mangiato.
A questo punto è il papà a partire per il mare, per nutrirsi a sua volta.
Purtroppo, come molte specie animali, anche il pinguino imperatore è a rischio estinzione.
Secondo uno studio pubblicato su Global Change Biology, il pinguino imperatore potrebbe estinguersi entro la fine del secolo. Il cambiamento climatico, la distruzione del suo habitat riproduttivo e la pesca intensiva che riduce il cibo a sua disposizione sono le principali minacce alla sopravvivenza della specie.